Studio per accertamenti diagnostici e trattamenti riabilitativi per sintomi audiovestibolari su adulti e bambini Sito personale del Dott.Gabriele Piredda Audiometrista TESSERA AITA N° 303
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VERTIGINI

 

Chiariamo inizialmente il significato della parola vertigine, cioè l’ erronea sensazione di movimento dell’ambiente circostante rispetto al proprio corpo o del proprio corpo rispetto all’ambiente. Il sintomo incide su circa il 5% delle prestazioni ambulatoriali richieste dal paziente al medico di medicina generale.

Il paziente che soffre di problemi di equilibrio o che ha una crisi improvvisa di vertigine riferisce in sede di visita: manca il terreno sotto i piedi, gira la testa, sembra di stare in barca, ho la sensazione di cadere, mi gira tutta la stanza, ho importanti fenomeni neurovegetativi…

Partiamo dalla base cerchiamo di stabilire che cosa è l’equilibrio; il vero organo dell’equilibrio è situato nell’orecchio interno (vedi documento dedicato all’anatomia e alla fisiologia dell’orecchio) in una parte chiamata labirinto membranoso. Ad ogni nostro movimento, anche il più piccolo o il più banale, i vari recettori e liquidi endolinfatici o perilinfatici rispondono con stati di eccitazione o inibizione che inviati al cervello in tempo reale vengono elaborati in automatico compiendo l’azione intrapresa ed evitando sbandamenti, cadute, incidenti…e consentendoci così di svolgere le abituali azioni quotidiane.

Ma noi non regoliamo l’equilibrio solo grazie al vestibolo (labirinto), esistono altri recettori che intervengono e aiutano la realizzazione di questo fenomeno cosi complesso, questi sono: vista, muscolatura, componenti cerebrali.

La vertigine è una sensazione illusoria che provoca sintomi accessori quali nausea, vomito, tachicardia, sudorazione; l’insieme di questi sintomi finisce spesso per peggiorare la sensazione vertiginosa in quanto si aggiunge uno stato di ansia e preoccupazione; ad un buon numero di pazienti capita spesso di arrivare a non uscire di casa, non guidare più la macchina, non alzarsi dal letto, camminare in modo atassico (tipico barcollamento delle persone che hanno abusato di alcool) anche senza una reale necessità; altri sintomi riferiti da pazienti affetti da problemi di vertigine sono:offuscamento della vista, mal di testa, parestesie agli arti.

Quali possono essere le cause?

Malattia di Meniere o Sindromi Menieriformi

Vertigine posizionale parossistica benigna (VPPB)

Labirintiti o Neuriti Vestibolari

Altre cause

 

La di Malattia di Meniere o le Sindromi Menieriformi

La patologia è caratterizzata da un abnorme aumento del liquido (chiamato endolinfa) contenuto all’interno del nostro orecchio interno (idrope endolinfatico). E’ stata descritta per la prima volta da un medico francese di nome Prospero Meniere nel 1861 e secondo la definizione ufficiale è una patologia dell’orecchio interno inizialmente transitoria e reversibile caratterizzata da ipoacusia, acufeni, ovattamento auricolare seguiti da una crisi di vertigine violenta di almeno 20 minuti accompagnata da fenomeni neurovegetativi (nausea, vomito, tachicardia, sudorazione. Nel corso degli anni si assiste ad un peggioramento progressivo (inizialmente transitorio, in seguito irreversibile) fino alla distruzione totale del labirinto che provoca un’ipoacusia neurosensoriale irreversibile tanto da rendere l’orecchio non protesizzabile (sono diversi i casi di bilateralità) e ad una risoluzione spontanea delle crisi vertiginose lasciando magari un senso di instabilità. Il problema nasce dal fatto che il decorso della patologia è molto soggettivo e può durare anche 20-30 anni, per cui i sintomi diventano invalidanti in quanto il paziente vive con un spada di Damocle sulla testa aspettando la crisi successiva, che può scatenarsi per 3/4 giorni consecutivi cosi come dopo diversi mesi o anni. Nel titolo parliamo anche di sindromi menieriformi perché si manifestano allo stesso modo della precedente ma non hanno tutti i sintomi menzionati; esistono pazienti con questa patologia che non hanno sintomi vestibolari o che non hanno sintomi uditivi. Caratteristica peculiare di questa patologia è la variabilità dei sintomi definiti appunto fluttuanti in modo molto diverso da paziente a paziente. Nelle fasi iniziali della patologia non è frequente incontrare pazienti che hanno solo una parte della sintomatologia. Anche in questo caso è molto importante eseguire accertamenti diagnostici accurati per verificare lo stato delle strutture dell’orecchio e magari distinguere l’inizio di una presunta malattia di Meniere.

 

Labirintiti o Nevriti Vestibolari

Processo infiammatorio batterico o virale a carico del labirinto (organo principale dell’equilibrio). La sintomatologia tipica è caratterizzata da una violentissima crisi di vertigine oggettiva della durata di alcuni giorni accompagnata da imponenti fenomeni neurovegetativi, il paziente è costretto a letto in genere in un ambiente poco illuminato per alleviare il fastidio. La crisi violenta lascia nei giorni successivi un senso di instabilità che si riduce con il passare dei giorni, ma atteggiamenti sbagliati da parte del paziente possono protrarre il sintomo per diversi mesi; nonostante sembri anomalo è importante che il paziente non limiti le normali attività quotidiane nel periodo successivo alla crisi in modo da aiutare il cervello in quel meccanismo automatico che è il compenso vestibolare. Chi ha una labirintite in genere prova una sola violenta crisi di vertigine che dura qualche giorno, e può lasciare successivamente un senso di instabilità che si protrae per diverso tempo e può essere eliminato eseguendo degli esercizi di riabilitazione vestibolare. 

 

Vertigini parossistiche posizionali benigne (VPPB)

Sono chiamate in gergo vertigini da movimento o semplicemente posizionali, perché si presentano solo a seguito di particolari movimenti corporei. Altro modo in cui si chiamano questi tipi di vertigine sono cupololitiasi o canalolitiasi a seconda che la litiasi (sassolini, calcolini) sia nella cupola o nel canale.

Si tratta di un decorso benigno che può presentarsi a tutte le età; il sesso femminile è lievemente più colpito. Le caratteristiche, nelle forme tipiche, sono talmente particolari che è impossibile non riconoscerla.

L’origine di tale disturbo è dato dallo spostamento di alcune macule (otoliti, otoconi) che finiscono in una posizione errata inviando cosi uno stimolo errato al cervello che non ha più una serie di informazioni concordi sul nostro posizionamento corporeo.

Possono interessare diverse parti del nostro labirinto e dare vertigine in vari movimenti corporei, cosi come possono cambiare i movimenti che provocano fastidio se queste macule si spostano da un canale ad un altro. La vertigine risulta riconoscibile oltre che dal evento scatenante anche dalla durata, non più di qualche decina di secondi, massimo un minuto; alla vertigine si accompagnano nausea, vomito, sudorazione, tachicardia. Le cause, spesso non individuabili, sono in genere traumatiche, pressorie, circolatorie, virali etc... La risoluzione di questo problema (mai grave per definizione e a volte a risoluzione spontanea) è legata o ad alcune manovre chiamate liberatorie o ad una serie di protocolli riabilitativi che mirano o a mandar via gli otoliti nel primo caso o a disperderli nel secondo. Il paziente purtroppo appena avverte il problema applica un rigido auto-controllo delle sue attività quotidiane evitando di effettuare qualsiasi movimento del capo o del corpo. Generalmente la maggior parte di queste vertigini vengono definite “idiopatiche” cioè non riconducibili ad un evento o causa particolare. Per maggiori informazioni sulla risoluzione del problema consultare il documento di riabilitazione vestibolare.

Altre cause:

Traumi

immersioni subacquee, traumi cranici, colpi di frusta, traumi sportivi,  possono creare un danno più o meno gravi alle strutture dell’orecchio; le contratture muscolari successive, il rapido spostamento dell’endolinfa, particolari atteggiamenti di postura dovuti alla disfunzione creata dal trauma, possono essere responsabili di sintomi quali instabilità, dizziness, vertigine.

Sindromi ansiose

lo stress, lo strapazzo fisico, stati ansiosi…, possono essere causa di vertigine. Qua però non siamo di fronte ad una alterazione del labirinto ma ad un sintomo legato all’involontaria iperventilazione polmonare che non è altro che l’anticamera dell’attacco di panico (un momento improvviso e immotivato di intensa paura associato a sudorazione, affanno, paura di morire o di perdere il controllo). Possiamo riscontrare una grossa associazione tra vertigini e attacchi di panico (molti pazienti hanno provato entrambi i disturbi), i due sintomi infatti sono spesso concatenati e si sta studiando la relazione tra i due sintomi.

Malattie neurologiche

numerose malattie come la sclerosi multipla, i tumori cerebrali, la sifilide possono esordire con una sintomatologia vertiginosa o con un problema di instabilità.

 

Nonostante le nostre conoscenze siano sempre maggiori in materia, esistono anche dei casi in cui non si riesce ad individuare con certezza la causa del disturbo, per questo motivo è utile a volte eseguire una accurata batteria di esami diagnostici a carico del labirinto da poter confrontare in un fase acute della sintomatologia. Inoltre un paziente informato (e di conseguenza non allarmato) ha già iniziato il percorso terapeutico necessario, perché spesso ansia, preoccupazione, depressione…sono i nemici peggiori del sintomo e sono ulteriore fonte di amplificazione della sintomatologia.

 

Per informazioni o richiesta di consulenza vi invitiamo ad utilizzare l’apposito modulo dedicato alle consulenze on-line o chiamate i numeri 079/275898 - 328/3761612.

 

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