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VERTIGINI
Chiariamo inizialmente il significato della parola vertigine, cioè l’ erronea sensazione
di movimento dell’ambiente circostante rispetto al proprio corpo o del
proprio corpo rispetto all’ambiente. Il sintomo incide su circa il 5% delle
prestazioni ambulatoriali richieste dal paziente al medico di medicina
generale.
Il paziente che soffre di
problemi di equilibrio o che ha una crisi improvvisa di vertigine riferisce
in sede di visita: manca il terreno sotto i piedi, gira la testa, sembra di
stare in barca, ho la sensazione di cadere, mi gira tutta la stanza, ho importanti fenomeni neurovegetativi…
Partiamo dalla base cerchiamo
di stabilire che cosa è l’equilibrio; il vero organo dell’equilibrio è
situato nell’orecchio interno (vedi documento dedicato all’anatomia e alla
fisiologia dell’orecchio) in una parte chiamata labirinto membranoso. Ad
ogni nostro movimento, anche il più piccolo o il più banale, i vari
recettori e liquidi endolinfatici o perilinfatici rispondono con stati di
eccitazione o inibizione che inviati al cervello in tempo reale vengono
elaborati in automatico compiendo l’azione intrapresa ed evitando
sbandamenti, cadute, incidenti…e consentendoci così di svolgere le abituali azioni
quotidiane.
Ma noi non regoliamo
l’equilibrio solo grazie al vestibolo (labirinto), esistono altri recettori
che intervengono e aiutano la realizzazione di questo fenomeno cosi
complesso, questi sono: vista, muscolatura, componenti cerebrali.
La vertigine è una sensazione
illusoria che provoca sintomi accessori quali nausea, vomito, tachicardia,
sudorazione; l’insieme di questi sintomi finisce spesso per peggiorare la
sensazione vertiginosa in quanto si aggiunge uno stato di ansia e preoccupazione;
ad un buon numero di pazienti capita spesso di arrivare a non uscire di casa, non
guidare più la macchina, non alzarsi dal letto, camminare in modo atassico
(tipico barcollamento delle persone che hanno abusato di alcool) anche senza
una reale necessità; altri sintomi riferiti da pazienti affetti da problemi
di vertigine sono:offuscamento della vista, mal di testa, parestesie agli
arti.
Quali possono essere le cause?
Malattia di Meniere o Sindromi
Menieriformi
Vertigine posizionale
parossistica benigna (VPPB)
Labirintiti o Neuriti Vestibolari
Altre cause
La di Malattia di Meniere o le Sindromi Menieriformi
La patologia è caratterizzata
da un abnorme aumento del liquido (chiamato endolinfa) contenuto all’interno
del nostro orecchio interno (idrope endolinfatico). E’ stata descritta per
la prima volta da un medico francese di nome Prospero Meniere nel 1861 e
secondo la definizione ufficiale è una patologia dell’orecchio interno
inizialmente transitoria e reversibile caratterizzata da ipoacusia, acufeni,
ovattamento auricolare seguiti da una crisi di vertigine violenta di almeno
20 minuti accompagnata da fenomeni neurovegetativi
(nausea, vomito, tachicardia, sudorazione. Nel corso degli anni si assiste
ad un peggioramento progressivo (inizialmente transitorio, in seguito
irreversibile) fino alla distruzione totale del labirinto che provoca
un’ipoacusia neurosensoriale irreversibile tanto da rendere l’orecchio non
protesizzabile (sono diversi i casi di bilateralità) e ad una risoluzione
spontanea delle crisi vertiginose lasciando magari un senso di instabilità.
Il problema nasce dal fatto che il decorso della patologia è molto
soggettivo e può durare anche 20-30 anni, per cui i sintomi diventano
invalidanti in quanto il paziente vive con un spada di Damocle sulla testa
aspettando la crisi successiva, che può scatenarsi per 3/4 giorni
consecutivi cosi come dopo diversi mesi o anni. Nel titolo parliamo anche di
sindromi menieriformi perché si manifestano allo stesso modo della
precedente ma non hanno tutti i sintomi menzionati; esistono pazienti con questa patologia che
non hanno sintomi vestibolari o che non hanno sintomi uditivi.
Caratteristica peculiare di questa patologia è la variabilità dei sintomi
definiti appunto fluttuanti in modo molto diverso da paziente a paziente.
Nelle fasi iniziali della
patologia non è frequente incontrare pazienti che hanno solo una parte della sintomatologia.
Anche in questo caso è
molto importante eseguire accertamenti diagnostici accurati per verificare
lo stato delle strutture dell’orecchio e magari distinguere l’inizio di una
presunta malattia di Meniere.
Labirintiti o Nevriti Vestibolari
Processo infiammatorio
batterico o virale a carico del labirinto (organo principale
dell’equilibrio). La sintomatologia tipica è caratterizzata da una
violentissima crisi di vertigine oggettiva della durata di alcuni giorni
accompagnata da imponenti fenomeni neurovegetativi, il paziente è costretto a
letto in genere in un ambiente poco illuminato per alleviare il fastidio.
La crisi violenta lascia nei giorni successivi un
senso di instabilità che si riduce con il passare dei giorni, ma
atteggiamenti sbagliati da parte del paziente possono protrarre il sintomo
per diversi mesi; nonostante sembri anomalo è importante che il paziente non
limiti le normali attività quotidiane nel periodo successivo alla crisi in
modo da aiutare il cervello in quel meccanismo automatico che è il compenso
vestibolare.
Chi ha una labirintite in genere prova una sola violenta crisi di vertigine che
dura qualche giorno, e può lasciare successivamente un senso di instabilità
che si protrae per diverso tempo e può essere eliminato eseguendo degli
esercizi di riabilitazione vestibolare.
Vertigini parossistiche posizionali benigne (VPPB)
Sono chiamate in gergo
vertigini da movimento o semplicemente posizionali, perché si presentano
solo a seguito di particolari movimenti corporei. Altro modo in cui si
chiamano questi tipi di vertigine sono cupololitiasi o canalolitiasi a
seconda che la litiasi (sassolini, calcolini) sia nella cupola o nel canale.
Si tratta di un decorso benigno
che può presentarsi a tutte le età; il sesso femminile è lievemente più
colpito. Le caratteristiche, nelle forme tipiche, sono talmente particolari
che è impossibile non riconoscerla.
L’origine di tale disturbo è
dato dallo spostamento di alcune macule (otoliti, otoconi) che finiscono in
una posizione errata inviando cosi uno stimolo errato al cervello che non ha
più una serie di informazioni concordi sul nostro posizionamento corporeo.
Possono interessare diverse
parti del nostro labirinto e dare vertigine in vari movimenti corporei, cosi
come possono cambiare i movimenti che provocano fastidio se queste macule si
spostano da un canale ad un altro. La vertigine risulta riconoscibile oltre
che dal evento scatenante anche dalla durata, non più di qualche decina di secondi,
massimo un minuto; alla vertigine si accompagnano nausea, vomito,
sudorazione, tachicardia. Le cause, spesso non individuabili, sono in genere traumatiche, pressorie, circolatorie, virali etc...
La risoluzione di questo
problema (mai grave per definizione e a volte a risoluzione spontanea) è
legata o ad alcune manovre chiamate liberatorie o ad una serie di protocolli
riabilitativi che mirano o a mandar via gli otoliti nel primo caso o a
disperderli nel secondo. Il paziente purtroppo appena avverte il problema applica un rigido auto-controllo delle sue attività quotidiane
evitando di effettuare qualsiasi movimento del capo o del corpo. Generalmente la maggior parte di queste vertigini vengono
definite “idiopatiche” cioè non riconducibili ad un evento o causa
particolare. Per maggiori informazioni sulla
risoluzione del problema consultare il documento di riabilitazione
vestibolare.
Altre cause:
Traumi
immersioni subacquee, traumi
cranici, colpi di frusta, traumi sportivi, possono creare un danno più o
meno gravi alle strutture dell’orecchio; le contratture muscolari
successive, il rapido spostamento dell’endolinfa, particolari atteggiamenti
di postura dovuti alla disfunzione creata dal trauma, possono essere
responsabili di sintomi quali instabilità, dizziness, vertigine.
Sindromi ansiose
lo stress, lo strapazzo fisico,
stati ansiosi…, possono essere causa di vertigine. Qua però non siamo di
fronte ad una alterazione del labirinto ma ad un sintomo legato
all’involontaria iperventilazione polmonare che non è altro che l’anticamera
dell’attacco di panico (un momento improvviso e immotivato di intensa paura
associato a sudorazione, affanno, paura di morire o di perdere il
controllo). Possiamo riscontrare una grossa associazione tra vertigini e
attacchi di panico (molti pazienti hanno provato entrambi i disturbi), i due
sintomi infatti sono spesso concatenati e si sta studiando la relazione tra i
due sintomi.
Malattie neurologiche
numerose malattie come la
sclerosi multipla, i tumori cerebrali, la sifilide possono esordire con una
sintomatologia vertiginosa o con un problema di instabilità.
Nonostante le nostre conoscenze
siano sempre maggiori in materia, esistono anche dei casi in cui non si
riesce ad individuare con certezza la causa del disturbo, per questo motivo è
utile a volte eseguire una accurata batteria di esami
diagnostici a carico del labirinto da poter confrontare in un fase acute della sintomatologia.
Inoltre un paziente informato (e di
conseguenza non allarmato) ha già iniziato il percorso terapeutico
necessario, perché spesso ansia, preoccupazione, depressione…sono i nemici
peggiori del sintomo e sono ulteriore fonte di amplificazione della sintomatologia.
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