Studio per accertamenti diagnostici e trattamenti riabilitativi per sintomi audiovestibolari su adulti e bambini Sito personale del Dott.Gabriele Piredda Audiometrista TESSERA AITA N° 303
SCREENING UDITIVO NEONATALE CON OTOEMISSIONI ACUSTICHE (TEOAE)  | AUDIOMETRIA COMPORTAMENTALE INFANTILE (Play Audiometry)  | PROGETTO SCREENING  | RIABILITAZIONE VESTIBOLARE PER INSTABILITA', VERTIGINI OGGETTIVE ACUTE O CRONICHE DI ORIGINE VIRALE O POST-TRAUMATICA  | RIABILITAZIONE VESTIBOLARE PER VERTIGINI PAROSSISTICHE POSIZIONALI  | CHI SIAMO  | DOVE SIAMO  | HOME PAGE 

 

 

LA RIABILITAZIONE VESTIBOLARE

 

E’ una nuova terapia funzionale che permette di attenuare o risolvere completamente il disequilibrio o la vertigine oggettiva che affligge i pazienti affetti da problemi di vertigine sia di origine periferica che centrale.

L’inizio delle tecniche di riabilitazione risalgono al 1940 quando un otorinolaringoiatra inglese (Cawthorne) osservò che i pazienti affetti da vertigine che effettuavano movimenti col capo miglioravano o guarivano più rapidamente di quelli che rimanevano immobili a letto.

Nonostante tutto queste tecniche hanno iniziato a essere prese in considerazione solo all’inizio degli anni ’80. Sottolineiamo che la riabilitazione non è invasiva, ha scarsi o nulli effetti collatrerali, non interferisce con terapie farmacologiche concomitanti (in alcuni casi potrebbe essere ridotta la sua efficacia se i farmaci agiscono sul Sistema Nervoso Centrale), può essere utilizzata a tutte le età.

Qual'è il significato della parola riabilitazione?: il complesso delle attività sanitarie, valutative, diagnostiche e terapeutiche finalizzate al recupero delle disabilità funzionali di un soggetto colpito da menomazioni di diversa natura ed origine.

La riabilitazione vestibolare usa strategie adattative, sostitutive o di abitudine, per indurre un compenso quando questo non vi è stato spontaneamente.

I candidati alla riabilitazione vestibolare sono tutti quei pazienti affetti da uno stato vertiginoso cronico da decompensazione o da compenso assente o parziale di labirintopatie periferiche mono o bilaterali, oppure i pazienti che affetti da vertigini parossistiche posizionali atipiche o resistenti alle manovre liberatorie.

Spieghiamo come interviene la riabilitazione se c’è una lesione in una parte dell’apparato vestibolare; in questi casi la funzione lesa può essere sostituita con informazioni provenienti da altri sensori corporei, infatti si vuole insegnare al sistema nervoso centrale che l’informazione sino ad allora percepita d’ora in poi deve essere recepita in modo diverso.

Esempio: se il labirinto informa il cervello che deve compiere un movimento di 10 gradi verso destra, gli occhi per mantenere la stabilità visiva vanno verso sinistra di 10 gradi, mentre nel caso di una lesione vestibolare l’organo leso informerà il cervello che abbiamo mosso la testa ad esempio di soli 3 gradi. A questo punto noi avremo un movimento del capo di 10 gradi e un movimento opposto degli occhi di 3 gradi con la creazione di un evento vertiginoso. Lo scopo della riabilitazione sarà quello di insegnare al sistema nervoso centrale che in quella situazione deve aspettarsi ad una risposta di 3 gradi e non più di 10.

Sono stati dimostrati alcuni fattori determinanti nell’efficacia della terapia quali:

  • evitare nei primi giorni dalla lesione limitazioni nei movimenti o stimolazioni visive che possono impedire il processo di adattamento;

  • ogni soggetto stimola le afferenze alle quali le condizioni ambientali danno più importanza, ad esempio un paziente sottoposto prevalentemente a stimolazioni visive successivamente si affiderà alle afferente retiniche risultando meno stabile in ambienti bui, mentre un paziente che nell’ambiente viene sollecitato con gli occhi chiusi darà maggior peso alle afferente propriocettive per il mantenimento dell’equilibrio.

  • il paziente deve avere una lesione stabile, per questo motivo bisogna evitare di trattare pazienti affetti dalla Malattia di Meniere che essendo una patologia fluttuante non darebbe i risultati sperati a meno che non sia nella fase terminale della malattia e abbia un senso di instabilità residuo;

  • si possono trattare i pazienti affetti da patologie delle vie vestibolari centrali anche se i risultati potrebbero essere molto ridotti e ottenuti in un tempo molto più lungo;

  • ogni trattamento riabilitativo è individuale, è molto difficile trovare due pazienti con la medesima forma di patologia e soprattutto aspettarsi che rispondano allo stesso modo al trattamento intrapreso;

 

La terapia riabilitativa è costituita da 4 fasi principali: selezione dei pazienti, programmazione dei protocolli, effettuazione degli esercizi, monitoraggio dei risultati.

Generalmente si utilizzano tecniche di riabilitazione sia strumentali che non strumentali che riguardano l’oculomotricità, il controllo posturale e la marcia;

L’esperienza del rieducatore è l’elemento fondamentale che guida nella tecniche da utilizzare e in una buona esecuzione degli esercizi.

 

Per informazioni o richiesta di consulenza vi invitiamo ad utilizzare l’apposito modulo dedicato alle consulenze on-line o chiamate i numeri 079/275898 - 328/3761612.

 

HOME PAGE  | CHI SIAMO  | DOVE SIAMO  | LO STUDIO  | ALTRI RECAPITI  | LA FIGURA DELL'AUDIOMETRISTA