Studio per accertamenti diagnostici e trattamenti riabilitativi per sintomi audiovestibolari su adulti e bambini Sito personale del Dott.Gabriele Piredda Audiometrista TESSERA AITA N° 303
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VALUTAZIONE UDITIVA PERIFERICA

Dall'inizio del 2007 il Centro dell'equilibrio ha introdotto un nuovo esame diagnostico utile a tutti i neonati bambini, le Otoemissioni Acustiche o TEOAE. Il test, che ormai viene universalmente considerato il più adatto per eseguire uno screening uditivo neonatale, può essere eseguito fin dai primi giorni di vita. L'esame su richiesta del nido o del pediatra di famiglia è rapido e non invasivo. L'esame è eseguibile previo appuntamento. Il dott.Piredda esegue questo tipo di valutazioni in diversi ambulatori del territorio regionale.

Per informazioni o richiesta di consulenza vi invitiamo ad utilizzare l’apposito modulo dedicato alle consulenze on-line o chiamate i numeri 079/275898 - 328/3761612.

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SCREENING INFANTILE

E’ un sistema rapido e economico per individuare nella popolazione i portatori di una patologia, nel nostro caso “la sordità”.

La funzione uditiva è per un bambino il cardine dello sviluppo psico-emotivo, in quanto è attraverso essa che il bambino cresce e sviluppa altre funzioni primarie come l’acquisizione e lo sviluppo del linguaggio, la concentrazione, l’attenzione, il relazionarsi con gli altri bambini e con il mondo esterno in genere.

Non dimentichiamo che possiamo definire l’udito come il primo anello di una catena che porta alla corretta crescita psico-fisica del bambino. Spesso per cultura o per scarse conoscenze si tende a tralasciare gli input di aiuto che il bambino manda e che evidenziano problemi a carico dell’orecchio, purtroppo senza volerlo in alcuni casi vedremo le conseguenze qualche anno dopo senza poter più intervenire in maniera altrettanto efficace.

CHE COSA E’ UNO SCREENING

La parola inglese screening significa “passare al vaglio”, è una tecnica utilizzata in medicina per individuare, all’interno della popolazione generale o di categorie a rischio, le persone suscettibili a una malattia specifica oppure quelle che l’hanno già contratta.

Gli screening si avvalgono di esami specifici in grado di individuare il problema per cui vengono proposti.

METODOLOGIA DI SCREENING

Per essere sicuri della riuscita di uno screening di questo tipo bisogna effettuare un indagine a tappeto senza tralasciare nessun bambino, in quanto a volte anche i segnali colti dai genitori possono essere fraintesi o lasciare dubbi.

L’esame deve essere eseguito da personale specializzato che grazie alle competenze acquisite e all’esperienza maturata nel campo audiologico  è in grado di offrire un servizio adeguato e professionale riducendo al minimo quei casi non attendibili.

L’esame può, anzi deve essere eseguito in una stanza silenziosa, possibilmente appartata rispetto alla zona dedicata alle attività esercitate quotidianamente in modo da non disturbare il bambino durante l’esecuzione.

La durata del test è abbastanza variabile a seconda dei casi ma possiamo inquadrare il tutto in un tempo che varia dai 50 ai 20 minuti per bambino, a seconda della metodica usata e dell’età dei bambini.

SCOPO FINALE DELLO SCREENING

Con questo intervento vogliamo evitare il più possibile di trovare bambini che in età avanzata (8/9  anni) hanno problemi di udito o relativi al periodo pre-natale, post-natale, peri-natale o a problemi cronici a carico dell’orecchio medio.

Al giorno d’oggi esistono diverse terapie riabilitative che consentono una vita migliore e aiutano in una crescita più vicina possibile alla normalità.

Ad esempio con l’applicazione di protesi acustiche (ove sufficienti) o dell’impianto coclearie o sul tronco encefalico, il bambino ha possibilità enormi di recupero. E’ fondamentale il momento in cui si attua l'intervento terapeutico, auspicando che sia sempre il prima possibile.

Nel trattamento della sordità infantile è importante che concorrano più figure professionali che integrano le loro conoscenze portando avanti un processo di integrazione molto delicato. L’impianto o la protesi non sono una sostituzione dell’orecchio al 100 per cento, motivo per cui non deve mai mancare il supporto di una riabilitazione logopedica e uditiva.

AUDIOMETRIA INFANTILE

 

TECNICHE DIAGNOSTICHE SOGGETTIVE

Nel periodo di età che va dai tre mesi ai tre anni il rilevamento della soglia uditiva è un problema di difficile risoluzione a causa dell’impossibilità di avere risposte volontarie. Per questo motivo esistono prove che sfruttano le risposte incondizionate al suono dopo una fase di condizionamento. Prima di poter esprimere un parere affidabile bisogna ripetere i test diverse volte, cercando di non creare delle ansie inutili e immotivate per i genitori. Tenendo presente che i limiti di età sono molto variabili da soggetto a soggetto, possiamo dire che un bambino riesce a dare delle risposte all’audiometria convenzionale non prima dei 5/6 anni. Elenchiamo di seguito le batterie di test eseguibili in base allo sviluppo del bambino:

  • audiometria comportamentale sui riflessi condizionati (6/9 mesi circa);

  • riflesso di orientamento condizionato(9/36 mesi);

  • riflessi condizionati strumentali (36/48 mesi);

TECNICHE DIAGNOSTICHE OGGETTIVE

  • Potenziali evocati uditivi (ABR-BSER) per la ricerca della soglia uditiva;

  • Prodotti di distorsione cocleare (DPOAE) per studiare la funzionalità delle cellule acustiche in ambito frequenziale;

  • Elettrocleografia (ECOHG) per studiare l’attività elettrica periferica;

 

Ci teniamo a ricordandovi ancora una volta che l’audiologia infantile ottiene dei buoni risultati se gli operatori sono esperti a abili nel loro lavoro e che necessità una pazienza e un attenzione particolare in quanto i soggetti in esami non sono persone adulte capaci di concentrarsi su ciò che stanno facendo, motivo per cui è necessario tenere gli occhi ben aperti per evitare errori diagnostici che possono far preoccupare più del dovuto i genitori o chi li accompagna in questo iter, meglio ripetere più volte i test ed essere sicuri prima di raccontare ai genitori che il figlio non sente o sente poco; è molto più difficile (giustamente) convincerli che è stata una cosa avventata, meglio un po’ di attesa in più. E' molto più facile ottenere delle risposte "normali" che quantificare l'eventuale danno uditivo.

 

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